Nessuno riuscirà mai a convincermi che sia intelligente e produttivo mostrare clemenza verso pedofili,m assassini, stupratori, spacciatori, terroristi.
In modo se si vuole un po' infantile ho sempre pensato che tutte le varie Dame della Carità e i tutti Sempre Buoni dell'Ultimo Minuto (mi stupisce che non ci siano anche i loro simboli tra i 177! presentati per le prossime elezioni, ma forse mi sono sfuggiti), da sempre accaniti sostenitori di provvedimenti INIQUI come l'indulto e la mano leggera con i delinquenti dovrebbero provare ad essere vittime di un reato grave, o a vedere soffrire un parente, un amico, un vicino di casa. Non voglio augurare del male a nessuno, per carità, ma a volte calarsi nei panni degli altri può aiutarci a vedere le cose in modo più chiaro.
Ogni volta che qualcuno commette un reato, avvocati e giudici si dilungano in studi psicoanalitici, in esami, valutazion, perizie atte a "spiegare il motivo, spesso nascosto nell'infanzia" che ha portato Tizia o Caio a perpetrare un crimine orrendo. I pedofili sono un buon esempio: ogni volta che ne prendono uno i giornali riportano con dovizia di particolari le violenze subite dall'orco in tenera età; un messaggio che suona quasi come "Tuo padre/zio/vicino di casa/maestro/etc... era uno stronzo e ti ha fatto del male, e ora tu sei autorizzato a farlo ad altri bambini innocenti". Una specie di contrappasso "riveduto e corretto" per far sì che i vari mostri non passino in galera nemmeno un giorno. Chiedere ai genitori della bambina di quattro anni violentata dal pizzaiolo siciliano per credere.
Sarebbe carino, in nome della par condicio che ammorba da anni il dibattito politico, che venissero prese in considerazione anche la pische e le fobie delle vittime dei crimini, le settimane di docce per scrollarsi di dosso l'odore del porco, gli anni di analisi per superare gli attacchi orrendi alla propria intimità, gli antidepressivi presi a vagonate per scacciare la visione del cadavere di tuo figlio/moglie/sorella/ mutilato dalla deflagrazione (il "cretino di turno" stava facendo la spesa al supermercato, stava prendendo l'autobus per andare a scuola, stava tornando a casa dal lavoro, tutti OTTIMI motivi per essere fatti fuori).
La vittima, invece, e scusate il francesismo, NON CONTA UN BENEMERITO CAZZO. La vittima di un reato è come la cavia da laboratorio: l'importanza di chi subisce un crimine per chi amministra la giustizia è pari a quella dell'adorabile topino bianco per il suo ricercatore. Per chi amministra la giustizia e per le associazioni pro-delinquenti le vittime sono preziose, perché permettono ai carnefici di dimostrare l'esistenza del male, e a loro di esercitare la "saggezza" del diritto; esattamente come i topi sono indispensabili ai ricercatori per poter sperimentare la bontà e la "saggezza" delle tesi e delle teorie alla base delle proprie ricerche.
Ah, quasi dimenticavo: proprio come i topi hanno straordinarie somiglianze con gli esseri umani, anche le vittime di un crimine hanno straordinarie e sbalorditive somiglianze coi criminali, con chi li difende a spada tratta e, in qualche caso, anche con chi amminstra la giustizia.
Che le vttime non contino un fico per il suo carnefice posso anche accettarlo, ma che ci siano associazioni che si permettono di deridere il dolore altrui auspicando pene lievi e indulgenza mi manda il sangue alla testa. Non lo capirò mai, e ormai ci ho rinunciato, così come ho rinunciato a credere nell'esistenza della giustizia. Si vive lo stesso, ci si fanno meno illusioni e paradossalmente ci si sente meglio: sapere cosa aspettarsi in casi gravi ed essere consapevoli che le ferite inferte ad un corpo innocente valgono meno della cicca sotto le scarpe di Mastella, mentre a chi le infligge qualcuno vorrebbe pure innalzare una statua, ci fanno vivere molto meglio. Non ci si fanno stupide illusioni, e si evita il dolore delle sferzate che il vederle disattese inevitabilmente provoca.
Nella prossima vita spero di rinascere albero: se qualcuno dovesse abbattermi con una scure saprei che la mia morte sarebbe vendicata, e che i miei difensori chiedrebbero anche la testa delle loro madri.
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