02/03/2008

Nessuno riuscirà mai a convincermi che sia intelligente e produttivo mostrare clemenza verso pedofili,m assassini, stupratori, spacciatori, terroristi.

In modo se si vuole un po' infantile ho sempre pensato che tutte le varie Dame della Carità e i tutti Sempre Buoni dell'Ultimo Minuto (mi stupisce che non ci siano anche i loro simboli tra i 177! presentati per le prossime elezioni, ma forse mi sono sfuggiti), da sempre accaniti sostenitori di provvedimenti INIQUI come l'indulto e la mano leggera con i delinquenti dovrebbero provare ad essere vittime di un reato grave, o a vedere soffrire un parente, un amico, un vicino di casa. Non voglio augurare del male a nessuno, per carità, ma a volte calarsi nei panni degli altri può aiutarci a vedere le cose in modo più chiaro.



Ogni volta che qualcuno commette un reato, avvocati e giudici si dilungano in studi psicoanalitici, in esami, valutazion, perizie atte a "spiegare il motivo, spesso nascosto nell'infanzia" che ha portato Tizia o Caio a perpetrare un crimine orrendo. I pedofili sono un buon esempio: ogni volta che ne prendono uno i giornali riportano con dovizia di particolari le violenze subite dall'orco in tenera età; un messaggio che suona quasi come "Tuo padre/zio/vicino di casa/maestro/etc... era uno stronzo e ti ha fatto del male, e ora tu sei autorizzato a farlo ad altri bambini innocenti". Una specie di contrappasso "riveduto e corretto" per far sì che i vari mostri non passino in galera nemmeno un giorno. Chiedere ai genitori della bambina di quattro anni violentata dal pizzaiolo siciliano per credere.

Sarebbe carino, in nome della par condicio che ammorba da anni il dibattito politico, che venissero prese in considerazione anche la pische e le fobie delle vittime dei crimini, le settimane di docce per scrollarsi di dosso l'odore del porco, gli anni di analisi per superare gli attacchi orrendi alla propria intimità, gli antidepressivi presi a vagonate per scacciare la visione del cadavere di tuo figlio/moglie/sorella/ mutilato dalla deflagrazione (il "cretino di turno" stava facendo la spesa al supermercato, stava prendendo l'autobus per andare a scuola, stava tornando a casa dal lavoro, tutti OTTIMI motivi per essere fatti fuori).


La vittima, invece, e scusate il francesismo, NON CONTA UN BENEMERITO CAZZO. La vittima di un reato è come la cavia da laboratorio: l'importanza di chi subisce un crimine per chi amministra la giustizia è pari a quella dell'adorabile topino bianco per il suo ricercatore. Per chi amministra la giustizia e per le associazioni pro-delinquenti le vittime sono preziose, perché permettono ai carnefici di dimostrare l'esistenza del male, e a loro di esercitare la "saggezza" del diritto; esattamente come i topi sono indispensabili ai ricercatori per poter sperimentare la bontà e la "saggezza" delle tesi e delle teorie alla base delle proprie ricerche.

Ah, quasi dimenticavo: proprio come i topi hanno straordinarie somiglianze con gli esseri umani, anche le vittime di un crimine hanno straordinarie e sbalorditive somiglianze coi criminali, con chi li difende a spada tratta e, in qualche caso, anche con chi amminstra la giustizia.


Che le vttime non contino un fico per il suo carnefice posso anche accettarlo, ma che ci siano associazioni che si permettono di deridere il dolore altrui auspicando pene lievi e indulgenza mi manda il sangue alla testa. Non lo capirò mai, e ormai ci ho rinunciato, così come ho rinunciato a credere nell'esistenza della giustizia. Si vive lo stesso, ci si fanno meno illusioni e paradossalmente ci si sente meglio: sapere cosa aspettarsi in casi gravi ed essere consapevoli che le ferite inferte ad un corpo innocente valgono meno della cicca sotto le scarpe di Mastella, mentre a chi le infligge qualcuno vorrebbe pure innalzare una statua, ci fanno vivere molto meglio. Non ci si fanno stupide illusioni, e si evita il dolore delle sferzate che il vederle disattese inevitabilmente provoca.


Nella prossima vita spero di rinascere albero: se qualcuno dovesse abbattermi con una scure saprei che la mia morte sarebbe vendicata, e che i miei difensori chiedrebbero anche la testa delle loro madri.

17/02/2008
Lo so, il titolo di questo post fa schifo, ma non riesco a trovare altra definizione per gli sproloqui melensi di cui sto per parlarvi.

Mauro, attento navigatore, mi segnala questo sito AGGHIACCIANTE: è il sito della Signora Mastella, che nemmeno citerei se non fosse per l'isteria collettiva che ha colpito diverse persone e che le ha spinte a mandare messaggi alla Nostra (che, avendo lo stesso nome, forse ora farà concorrenza alla Mondaini per popolarità e magari si farà chiamare lo Sbirulino di Cepplaoni... ORRORE E RACCAPRICCIO). Leggere la sezione "Per Sandra" per credere.

Ho deciso di pubblicare solo tre saggi, nel timore di sfiancare anceh il computer di mio padre. Inoltre, in preda ad una crisi di eccessiva bontà, ho tolto il nome degli autori, che per chi fosse ingteressato è comunque reperibile sul sito citato nella sezione dei messagi (SI', SI  FIRMANO CON TANTO DI NOME, COGNOME E RESIDENZA. Mancano giusto il codice fiscale e il codice IBAN).

Ultima precisazione necessaria: le citazioni sono fedeli, eventuali errori di grammatica e/o sintsassi (oltre agli errori di ragionamento) sono TUTTI  da attribuirsi agli autori.

Partiamo dalle "riflessioni" di una sedicenne che, non paga di aver scritto delle bestiate, le ha postate ben due volte.



"cara Sandra mi chiamo giada, ho quasi 16 anni e abito a [...] piccolo paese dell`abruzzo.

sono molto contenta che sia tornata in consiglio regionale.

sono una tua fan sfegatata ma la mia fede politica e di forza italia anche se mi piace l`udeur.

spero di poterti conoscere di persona.

TI VOGLIO TANTO BENE. BACIONI,

[...] 

P.S.un saluto anche a clemente"



Salutiamo anche noi a clEmente, e già che ci siamo salutiamo pure a soreta...






Ecco ora questa "poesia", che dal prossimo Avvento sostituirà le rimette natalizie che i bimbi recitano timidamente negli asili e nelle scuole elementari (e l'ha scritta una persona adulta):



"Cara Presidente le mando in allegato una poesia che ho le ho dedicato sperando che con questa di regalarle un sorriso.

Con affetto [...] 



Guardi fuori dalla tua finestra

Vedi colline e fiori di ginestra

Torni con il pensiero ai tuoi ricordi

Di bambina in cui il tuo sguardo fiero

Approdava negli occhi di tuo padre



Vola ora il pensiero a Dio e ti chiedi:

Gesù ti amo abbastanza io?

Senti il calore di un raggio di sole

Sul tuo viso

Poi odore di viole e ti senti parte

Di quel progetto divino

Sopratutto quando vedi il sorriso di un bambino



Adesso sei donna con un grande cuore e doni

Te stessa con tanto Amore.



Per Sandra da [...] 

[...]  6/2/2008 "



Il Vaticano sta studiando fattibilità e costi relativi al progetto di mettere una statua di Sandra Lonato in ogni cattedrale, chiesa e cappella d'Italia, avvolta in una veste azzurra adornata da questi versi ricamati in oro.

Tuttavia, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha fatto sapere che per il momento non sarà possibile sostituire la Madunina in cima alla Cattedrale con l'effige della Santa di Ceppaloni.






Ed ora, dopo i pensierini dell'asilo e i primi timidi approcci alla letteratura, ecco un esempio epistolare di amore corale. La lettera qui sotto riportata è un fine esemplare che testimonia come il delirio possa essere addirittura postato in nomine uxoris et filii. In questo caso mi sono permessa di sottolineare i passi salienti. 



"Carissima Sandra,

pur essendo lontani geograficamentee e non conoscendoci, mi sento di permettermi di darti del tu, poichè
la tua figura è simbolo di forza e di coraggio per tutte le persone umili che tentano di sopravvivere
in questo tempo minacciato da ingiustizia e dal relativismo.

Apprezzo il rigore sempre dimostrato da te e dal Ministro: rappresentate il paradigma di quel nucleo familiare che i nostri padri costituenti posero alla base della Costituzione e che io ricordo spesso nelle preghiere."



Pausa di riflessione: cosa ricorda nelle preghiere? I Mastella? I padri costituenti (manco fossimo negli Stati Uniti...)? La Costituzione? Il nucleo familiare?

Andiamo avanti:



"Un vecchio detto indiano dice che nel momento delle difficoltà il leone sa essere agnello, per sferrare l`attacco con tutta la sua forza nel momento della Verità. Sono sicuro che questo momento arriverà presto per te e per la tua famiglia.

Ti sono vicino con mia moglie
[nome e cognome]
e mio figlio [...], adottato in India, in un`opera pia istituita da Madre Teresa di Calcutta.



Con moltissimo affetto

[...]"






Forse il mio eccessivo cinismo mi impedisce di comprendere come possa palpiatare il cuore quando appare sul palco una persona che per qualcuno è un mito. O forse sarà perché non riesco a convincermi ad accettare che chi fa politica è necessariamente un filibustiere inaffidabile per cui la parola coerenza ha lo stesso valore degli zloti polacchi, e che quindi devo accontentarmi della froma  senza rompere troppo le balle sulla sostanza.

Un paio di cose però le so: so che invece di andare a votare andremo a scegliere il meno peggio tra i maiali del trogolo. So che inceve di avere un governo forte che fa, avremo un governo fiacco che tergiversa, schiavo ancora una volta di percentualine e partitucoli nostalgici che non hanno la minima idea di cosa significhi la responsabiltà di governo.

So che nel 2050, quando in Burundi viaggeranno su auto volanti ad alimentazione elettrica e in Togo trasporteranno le merci mediante metropolitane elettriche robotizzatre, noi subiremo ancora gli scioperi dei Bisonti della strada e prendremo ancora i treni del Far West pieni di zecche che Trenitalia amorevolmente ci fornisce. 

Credo che queste esternazioni si commentino da sole; e tuttavia non posso fare a meno di rabbrividire: mi ha sempre fatto paura la gente che idolatra politici, cantanti, attori, veline e personaggi vari dimenticando che si tratta di essere umani, per questo  fallibili, e non di divinità.